Andare a grattare asteroidi. Perchè è (veramente) importante.

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Una missione spaziale, partita poche ore fa, 9 settembre, è passata apparentemente sotto silenzio, salvo qualche articolo con titoli piuttosto fantasiosi. Si tratta di Osiris-Rex, progetto previsto direttamente dalla Casa Bianca, Presidente Obama, quando rischedulò le attività dell’Agenzia spaziale Usa nel suo primo mandato. E’ l’inizio dello sfruttamento minerario degli asteroidi, verrà svelato il segreto della vita, come qualcheduno ha scritto ?  Vediamo.

La missione è semplice, solo concettualmente sia chiaro: partire, raggiungere dopo qualche miliardo di chilometri di viaggio l’asteroide Bennu, studiarlo per due anni e mezzo, poi scendere su Bennu, scalfire la superfice e riportare sulla Terra i campioni così ricavati.  Bennu è una palla di 510 metri di lunghezza, qui sotto una immagine comparativa con manufatti “umani”.

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Giusto per accontentare la curiosità, se cadesse sulla Terra sarebbe un bel guaio, diciamo che se piombasse  su Roma farebbe fuori tutto il Lazio, giusto per capirsi.  Per arrivarci la sonda impiegherà due anni, 2018, poi la studierà con cura restandogli attorno, e siamo al 2020, a quel punto il grande momento: si tenta, per tre volte,  di arrivare sull’asteroide, afferrarlo e grattar via un po’ del materiale della superfice. Nel 2021, marzo, si parte per ritornare sulla Terra e finalmente il 24 settembre 2023 la capsula contenente la polvere e altro di Bennu sarà paracadutata sul pianeta. Tocca aspettare 7 anni insomma.

Un bel filmato Nasa ci spiega le fasi  (meglio a schermo intero)

In tutto questo viaggio verrà guisato da un pezzo di hardware e software italiano, uno star finder costruito da Leonardo Finmeccanica nello stabilimento di Campi Bisenzio. L’Autonomous Star Tracker, questo il nome dello strumento,durante tutta la  missione, fornirà i dati sulla posizione della sonda, grazie alla mappa stellare memorizzata, che conta oltre 3.000 stelle.  In ogni istante calcola l’orientamento del satellite, fornendo al computer di bordo le informazioni per tenerlo sulla rotta prestabilita. Eccolo qui sotto.

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Autonomous Star Tracker di Leonardo FInmeccanica montato su Osiris-Rex 

Per essere realistici, e non sparare titoli ad effetto, questa missione è importante per tre motivi: Bennu è probabilmente tale e quale era quando si è formato, a base di carbonio, 4.5 miliardi di anni fa. Quindi ci darà informazioni importanti sulla formazione primitiva del sistema solare. Da qui a dire che ci dirà come è nata la vita ci passa parecchio. Secondo: certamente non è l’inizio dell’epoca, importante e probabilmente prossima, in cui andremo a cercare metalli preziosi, come il litio, negli asteroidi, ci vuole altro, ma certamente le tecnologie di arrivo, sorvolo e raschiamento della superfice di Bennu saranno preziose per ulteriori fasi “minerarie”. Ultimo, non ci salveremo da un asteroide killer, che peraltro proprio non si vede all’orizzonte, grazie a questa missione, ma certamente verrà studiato anche come il vento solare, il flusso di particelle che la stella emette, altera la traiettoria di un corpo del sistema solare nerissimo e  di queste dimensioni. E questo senz’altro è un dato importantissimo che non abbiamo.

In definitiva, buon viaggio a Osiris-Rex che non ha bisogno di titoloni irrealistici per dimostrarsi una missione spaziale importante.