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EuroLuna ha bisogno di uno scatto d’orgoglio

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 EuroLuna è stato un progetto visionario e importantissimo per noi europei. Siamo nei primissimi anni '50 e alcune persone, fra cui il fisico italiano Edoardo Amaldi, capiscono l'importanza, per la ricostruzione dell'europa distrutta dalla guerra, di fondare imprese collettive per la Ricerca. Nasce così il Cern, poi nascerà l'Agenzia spaziale Europea., ESA, e anche ESO,  l'Osservatorio Europeo del Sud. 

Amaldi, ben prima dello Sputnik Sovietico, asseriva la necessità per l'Europa di cimentarsi in campo spaziale e mandare in orbita satelliti, "Eurolune" appunto.

E a distanza di quasi 60 anni da quei giorni torna l'idea europea, e l'ambizione, di toccare il suolo lunare con un lander inizia a prendere forma grazie appunto ad ESA. 

Far atterrare qualcosa sulla Luna non è semplice. Magari non ci si pensa, ma la Luna è senza atmosfera e quindi un paracadute non servirebbe a nulla, dato che non c'e' aria per frenarlo!  Bisogna agire di soli motori.

Quello che vediamo sopra e nel filmato qui sotto è il lander europeo, in particolare il suo motore, mentre viene testato nei laboratori in Germania. La simulazione ha riguardato il funzionamento necessario per la discesa completa e touchdown. Tutti contenti degli ottimi risultati, però…  

Per scendere al polo sud della Luna i motori centrali di un lander devono sopportare 10 minuti di funzionamento, con temperature oltre i 1000 gradi. Non è semplice. Inoltre non ci sono GPS sulla Luna… toccherà a un processore particolare con intelligenza artificiale capire dove, quando e come scendere. 

Altro problema: i quattrini. Euroluna insomma è alle porte, dopo tanti anni, ma occorre uno scatto finale.